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Benvenuti nel blog di Gentileschi Investments

Aggiornamento: 29 giu 2022

Chi sono, cosa faccio, e com'è questo blog



Chi sono


Un curriculum su LinkedIn https://www.linkedin.com/in/giuseppegentileschi/ difficilmente racconta compiutamente la storia professionale di una persona, quindi mi presento e racconto qui, qualcosa in più su cosa ho fatto a partire dalla laurea, nel lontano 1992. Lo ritengo dovuto nei confronti di chi non mi conosce personalmente ma vorrebbe sapere di più su chi lo potrebbe aiutare a gestire le proprie finanze e a pianificare il proprio futuro.


Non ho mai amato le gerarchie aziendali, ma le ho dovute sopportare per quasi una decina di anni, "facendomi le ossa" nelle sale operative delle Investment Banks a Londra e Milano. Ma era destino che diventassi consulente indipendente. Libertà e indipendenza sono sempre stati per me valori fondanti. Ma andiamo per gradi.


Subito dopo la laurea in economia, inizio la carriera in finanza negli Stati Uniti, come analista finanziario a Long Beach, California.

Letta così suona figo. In realtà il computer dell'A.I.E.S.E.C., l'organizzazione internazionale che incrociava i neolaureati dell'Università Cattolica di Milano con le varie aziende in giro per il mondo, nel programma "Global Talents" si era sbagliato.

Io avevo chiesto di fare l'analista finanziario ... sì ma io intendevo lavorare in Borsa. E invece no. Il sistema informatico di "Global Talents" decide di sbattermi per un anno nell'ufficio finanza di un gruppo ospedaliero nei sobborghi di Los Angeles.

Ma ok, diciamo che poteva andare peggio.


Dopo un anno di analisi finanziarie (e soprattutto di spiagge californiane) decido che è ora di rientrare in Italia. Trovo subito il lavoro che volevo: operatore di borsa (di mercati azionari asiatici) presso una Sim milanese, la Daiwa Sim del gruppo Daiwa Securities, la seconda maggiore Investment Bank giapponese e tra le più grandi al mondo. Bello ma io volevo andare a Londra, dove fare questo lavoro é tutta un altra cosa. Vengo quindi mandato alla casa madre di Londra a lavorare nel fixed income desk come bond dealer e senior advisor per investitori istituzionali. Facevo consulenza di investimento e negoziazione obbligazionaria ai gestori di fondi di investimento, di gestioni patrimoniali e ai tesorieri delle banche italiane. In sostanza a quelli che poi fanno consulenza e gestione ai privati. Una bella posizione nella piramide della "catena alimentare della finanza".

A Londra, in sala operativa, impari come funzionano i mercati, come lavorano davvero i trader, gli analisti, i gestori, i brokers, e non solo il business del capital market ma anche la struttura stessa del mercato finanziario.

Si dice che un anno in sala operativa a Londra equivalga a circa 7 anni di esperienza simile in un altro Paese. Forse è per questo che poi in UK, a 55 anni gli operatori di Borsa possono andare in pensione anticipata. Una esperienza estremamente impegnativa e logorante ma fantastica, e che rimane indelebilmente impressa nel DNA professionale.



Dopo alcuni anni decido di rientrare (again!) in Italia, questa volta con un bagaglio professionale importante, e lavoro altri due anni come operatore istituzionale in Rasfin Sim, una piccola ma importante Sim milanese (oggi del gruppo Allianz), prima nel dipartimento di mercato primario e corporate finance e poi alle negoziazioni obbligazionarie.

Ma se vuoi fare seriamente l'operatore di mercato devi stare a Londra o a New York. Altrove questo lavoro non esiste, è solo un surrogato. Punto.

Oppure devi essere indipendente e farlo per conto tuo.

E così è stato.


Decido quindi di mettermi in proprio, continuando a fare trading e investing per personal account e come consulente di gestione per gestioni fiduciarie indipendenti. Oltre a ciò mi adopero anche come consulente, formatore e docente su tematiche finanziarie per operatori istituzionali del settore (banche, reti finanziarie ed assicurative).

Avrò formato, negli anni tra il 2000 ed il 2012, dozzine di reti bancarie e assicurative, e migliaia di consulenti, promotori, private bankers, agenti, gestori bancari. Una bel periodo, che mi ha permesso di conoscere tante brave persone, alcune anche preparate e competenti, molte altre purtroppo un pò meno.

Ho anche capito una cosa: che c'è un panorama desolante per il risparmiatore italiano, data l'impossibilità oggettiva, per chi lavora per le banche e reti, di fare l'interesse del cliente, essendo i consulenti bancari sempre gravati dal conflitto di interessi. Molti promotori e "consulenti bancari", durante i corsi e le lunghe chiacchierate post corso, mi dicevano sempre la stessa cosa. E cioè che erano costretti a vendere ai clienti i prodotti della loro banca ( o di banche terze) anche quando non li ritenevano adeguati ai loro bisogni o ai loro profili. Per motivi di budget, di rappel, di obiettivi annuali, premi gara fine anno eccetera. Tutti avevano un solo obiettivo: produrre provvigioni commerciali dalla vendita di prodotti. Mascherando questa attività come "consulenza finanziaria".

"Oh my God" pensavo. Se i risparmi degli italiani sono in mano a questo tipo di logica, poveri italiani ... deve esserci un bisogno enorme di vera consulenza, quella indipendente, come quella che già c'era a Londra o negli Stati Uniti da decenni. E invece no, non esisteva ancora in Italia. O meglio non era regolata dalla Legge. Le lobby bancarie erano riuscite a tenersi ben stretto il business della distribuzione finanziaria pur senza effettuare della vera consulenza. E potevano farlo ... perché in Italia il livello di cultura ed educazione finanziaria era, ed è, agli ultimi posti nelle classifiche internazionali.

Quegli anni mi hanno portato a concludere che la finanza o la fai da indipendente, e quindi nell'interesse del cliente, oppure "devi stare dal lato oscuro della forza".

E a me Dart Vader non è mai piaciuto.

Bene, per farla breve, durante gli anni in cui ho seguito la finanza come docente e trader indipendente, ho avuto anche modo di conoscere realtà in settori diversi dal mio. Ho affiancato alla mia attività tradizionale, anche quella di consigliere d'amministrazione o consulente aziendale per piccole e medie imprese in diverse società, incontrando realtà nei settori più disparati, dai broker di mutui ai broker assicurativi, dalle società di formazione alle agenzie di marketing o di model e talent management.

Tante utili esperienze che hanno completato il mio percorso professionale, a volte anche imprenditorialmente.

Poi finalmente anche in Italia la Legge regola la consulenza finanziaria autonoma indipendente, istituendo l'Albo.


Nel dicembre 2018, la CONSOB, per mezzo dell'OCF, istituisce la sezione dei Consulenti Finanziari Autonomi nell'Albo Unico dei Consulenti Finanziari.



Cioè, in sostanza anche in Italia era permesso fare consulenza di investimento senza conflitto di interesse, ed iscritto ad un regolare albo professionale, quindi da vero professionista, e non da agente commerciale della banca. Una sorta di rivoluzione copernicana nel vecchio mondo tolemaico della finanza banco-centrica.

Così mi iscrivo all'albo professionale, ed apro lo studio di consulenza con una motivazione ben precisa. Dopo 30 anni di finanza (intervallata e affiancata talvolta da qualche parentesi più "soft") mi sono detto: perché non condividere il bagaglio di esperienze e competenze, anche con i risparmiatori privati, aiutando famiglie e imprese che di consulenza finanziaria hanno un bisogno talmente grande (e una conoscenza talmente bassa) che spesso neppure se ne rendono conto? La nuova normativa permetteva finalmente di coniugare insieme la finanza con l'essere di aiuto agli altri ... cosa che non avrei mai pensato solo pochi anni prima.

Ecco (più o meno) come è andata questa storia, e perché sono qua.



Cosa faccio


In estrema sintesi: aiuto i risparmiatori a gestire meglio il proprio patrimonio.

Chi non ce l'ha deve costruirselo, e chi già ce l'ha deve gestirlo al meglio e difenderlo da mille insidie. Da quali insidie? Eccone solo alcune:

  • dal sistema finanziario con tutti i suoi rischi naturali (ma anche quelli non necessari ed evitabili). Un portafoglio costruito su misura delle esigenze del risparmiatore e in modo professionale (cioè mantenuto costantemente sulla frontiera efficiente) può far ottenere un determinato livello di rendimento atteso riducendo però il rischio dello stesso.

  • dagli intermediari finanziari non indipendenti che caricano con elevati costi i prodotti venduti, quando si potrebbe ottenere un risultato uguale (anzi migliore) e con costi molto inferiori.

  • dal sistema banco-centrico che vede nel prodotto la soluzione dei bisogni dell'investitore, quando la verità è che un tale prodotto non esiste, ma semmai esiste una gamma di strumenti finanziari da "mettere insieme" in modo adeguato e solo dopo aver effettuato una attenta pianificazione economico patrimoniale insieme al cliente.

  • dal consulente - promotore che fa anzitutto i suoi interessi commerciali in mille modi, prima di fare i tuoi. Non solo con prodotti costosi e poco performanti, ma anche purtroppo con una scarsa conoscenza dei mercati finanziari. Li ho avuti in aula per tanti anni e so bene il livello medio di preparazione.

  • dai cattivi suggerimenti di amici e pseudo-esperti che ... bla bla bla ...

  • dal "fai da te" che ha azzerato più portafogli di qualsiasi crisi finanziaria. I capitali quando sono persi sono persi. Non tanto o non solo per incompetenza specifica ma anche a causa di distorsioni cognitive ormai note in finanza comportamentale, come ad esempio la sicumera, la f.o.m.o. e tante altre, cioè trappole mentali in cui si cade facilmente se non si conosce (e soprattutto non si applica) anche l'aspetto cognitivo dell'economia.

  • dai tentativi di confisca esplicita ed implicita sempre presente nel nostro Paese


Insomma, la protezione del capitale onesto richiede pensieri onesti. E mentre faccio consulenza, cerco di guidarti, come un buon padre di famiglia, verso scelte finanziarie consapevoli, come una sorta di "coach finanziario". Questo perché più tu diventi consapevole e competente, più apprezzi la vera consulenza indipendente e qualificata.



Come e perché questo blog


Questo blog é uno strumento di educazione finanziaria per aiutare i risparmiatori ad approfondire le tematiche del risparmio, della finanza, l'economia e gli investimenti.

L'educazione finanziaria è necessaria in Italia come da nessun altra parte al mondo. Non solo per investire i propri soldi, ma anche per conoscere, ad esempio, quale sarà la propria situazione pensionistica, o quale impatto avrà nel futuro una scelta personale o una Legge varata dal Parlamento.

Troverete articoli e strumenti per tutti i livelli di preparazione, dal neofita all'"esperto", che potranno rendervi più consapevoli in merito agli investimenti, alle finanze e, di conseguenza, consapevoli di avere bisogno, come tutti, di consulenza finanziaria indipendente.


Gli argomenti che tratteremo in questo spazio ricadono per lo più in 5 aree:

  • Area 1: - Analisi dei mercati finanziari

  • Area 2: - Risparmio e investimenti

  • Area 3: - Educazione finanziaria

  • Area 4: - Approfondimenti: e-book, webinar, tutorial, documenti

  • Area 5: - Wealth & Living


Benvenuti quindi su questo blog.


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Iniziamo!


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